Author: Lorenzo Bertoni Published: giugno 17th, 2009
Salve, sono Scott Stein, Senior Associate Editor di CNet e questo è il MacBook, l’ultimo MacBook.
La Conferenza Mondiale degli Sviluppatori Apple ha appena terminato la sua presentazione con i grandi annunci dell’iPhone 3G S e dei nuovi MacBook Pro, ma dietro a tutto questo vi è stato un update del Mac Book bianco originale.
Se prima era disponibile in nero e bianco, adesso sarà solo in bianco, e sarà anche l’ultimo MacBook in produzione. Gli altri saranno MacBook Pro.
Presenterà le stesse caratteristiche del MacBook Pro da 13 pollici. Con un costo di 999 dollari, le sue specifiche sono state aumentate e ora possiede un processore Core 2 Duo da 2.13 gigahertz, con 2 Giga di DDR 2 RAM. Include inoltre un processore NVIDIA 9400M, ideale per la grafica o per i videogiochi, e permette di giocare con i videogiochi esattamente come il MacBook Pro da 13 pollici. Per questo prezzo è un ottimo affare.
Avrete quindi una confezione vecchio stile, un design che guarda al passato, e quindi se vi piace la plastica policarbonata bianco lucida, lo apprezzerete di sicuro. Sembra un po’ più robusto di quello in alluminio ma costa anche 200 dollari in meno.
Il MacBook bianco è anche l’ultimo MacBook o laptop Apple ad avere incluso il FireWire 400. Ha inoltre un mini DVI, contrapposto a una porta mini display.
Il macbook ha uno schermo lucido da 13 inch, perfetto per vedere video o giocare con i videogiochi. Il track pad è grande. Non è un click pad, e quindi presenta un bottone in basso come il vecchio MacBook bianco.
La tastiera è bella da vedersi e risponde bene. I tasti sono inoltre quelli sollevati ormai caratteristici di tutta la linea MacBook. La batteria è da 5 ore, ed è rimuovibile. Tutti gli altri macBook Pro adesso hanno batterie non rimuovibili.
E se siete studenti, o se volete risparmiare un po’ di denaro, 999$ sono una buona spesa per un Mac portatile. E grazie al programma “back to school”, adesso si può avere incluso anche un I-pod touch quando se ne compra uno. Per la gioia degli amanti dell’ambiente, tutta la linea MacBook Pro è EP Gold e certificata Energy Star, compreso il vecchio MacBook bianco, o forse dovremmo dire il nuovo MacBook bianco.
È di grande valore e anche se non avrete uno slot per card SD, potrete risparmiare e quindi non sarete delusi. Qui è Scott Stein e questo è il MacBook, l’ultimo MacBook.
Author: Lorenzo Bertoni Published: febbraio 8th, 2009
Doodle Kids è un programma di disegno per bimbi inizialmente sviluppato per Apple II GS e ora convertito per iPhone grazie all’impegno di un giovane programmatore di Singapore. La dimostrazione che programmare per iPhone è facile? Lo sviluppatore ha solamente 9 anni.
Spesso i dirigenti di Cupertino sottolineano come programmare per iPhone e iPod touch sia un compito relativamente semplice per chi già mastica un po’ di linguaggi di sviluppo. Diversi programmatori che provengono dal mondo PC e approdano alla Mela confermano che il passaggio è indolore: ora la dimostrazione definitiva. Lim Ding Wen, età 9 anni, ha da pochi giorni presentato su App Store il suo primo software per i tascabili multi touch della Mela.
Si tratta di Doodle Kids un programma inizialmente sviluppato da Lim Ding per Apple II GS e ora convertito e adattato dal giovane programmatore di singapore per sfruttare le migliori potenzialità grafiche di iPhone/touch.
Doodle Kids è disponibile gratuitamente su App Store e permette ai bimbi di tracciare disegni, con dimensioni, colori e forme casuali direttamente sullo schermo semplicemente toccandolo con un dito.
Nonostante la tenera età lo sviluppatore di 9 anni conosce a mena dito 20 linguaggi di programmazione ed è a tutti gli effetti figlio d’arte, suo padre infatti è un dirigente IT in una società di Singapore. Padre e figlio trascorrono le serate in modo insolito, controllando le rispettive caselle di posta per scoprire grazie alle statistiche inviate loro da iTunes Store, quale dei due ha avuto più successo su App Store. E’ molto probabile che presto sentiremo ancora parlare del programmatore di 9 anni: il suo passatempo preferito è la lettura di libri di programmazione, inoltre Lim ha già in cantiere un altro programma per iPhone.
Author: Lorenzo Bertoni Published: febbraio 6th, 2009
Google ha aperto un nuovo capitolo nella digitalizzazione dei libri, cercando di sfidare Amazon e Sony. Infatti il gigante della ricerca nella giornata di ieri ha lanciato una versione mobile di Google Book Search, cosi da permettere a tutti gli utenti di accedere sempre a più di 1.5 milioni di libri.
La sfida che il team di Google si ritrova ad affrontare è durissima, infatti, attualmente GoogleBook Search mostre le pagine scansionate dei libri. Questa tipologia d’immagini è perfetta quando viene visualizzata attraverso uno schermo grande, ma è diventano un problema quando dobbiamo visualizzare queste su uno schermo piccolo.
Per ovviare a questo inconveniente l’unica soluzione è di estrarre il resto dalla pagina originale, e farlo rielaborare al computer in modo che venga utilizzato un carattere leggibile, questa tecnica è nota come OCR.
Tuttavia, come potete intuire, questa tecnologia presenta parecchi difetti, difatti il computer spesso non riconosce qualche carattere, o può essere presente qualche macchia d’inchiostro. Comunque sia il mercato degli ebook è cresciuto negli ultimi anni vasti pensare che Amazon stima di aver venduto 500 mila libri digitali solamente nell’anno passato.
Author: Lorenzo Bertoni Published: febbraio 1st, 2009
Typetester è una famosa applicazione online che permette il confronto di fonts sullo schermo. Il suo compito primario è quello di facilitare la vita dei designers nell’utilizzo e nella scelta dei caratteri.
Il sito si presenta con un design piacevole e semplice e il suo utilizzo è intuitivo. Dopo aver inserito un testo di prova, possiamo personalizzarlo in 3 diverse colonne in base al tipo di font, alla grandezza, al posizionamento, al colore e così via. Il risultato ci sarà posto nella parte bassa del sito, dove compariranno tutte le possibili varianti di quel font con uno stile regolare, bold, italic, ecc.
Typeteser ha una struttura in XHTML e sfrutta il Javascript per manipolare le strutture DOM. Quindi per essere funzionante bisogna aver installato Java sul proprio computer.
Author: Lorenzo Bertoni Published: novembre 3rd, 2008
Dimenticate il vecchio Web, ora siamo nell’era del 2.0! Allacciate le cinture e venite ad esplorarlo insieme a Carla.
Benvenuti. Oggi Tech5 è, le 5 parole più famose del web 2.0.
C’era un tempo in cui i siti web erano tristi, grigi, piatti… Poi, un bel giorno, il web è diventato 2.0!
E così di è riempito di pulsantoni rotondeggianti, di colori pastello, di animazioni ed interattività! Nell’era del 2.0 si può interagire con tutto quello che appare sullo schermo…
Basta avere una buona connessione e tanto tanto tempo libero! Alla posizione numero cinque: Mashup
Il bello dei servizi del web 2.0 è che possono integrarsi ed interagire tra loro! I dati passano velocemente da un database all’altro… e noi non dobbiamo fare altro che cliccare qua e là!
Ad esempio… si può unire insieme un sito da fashion victim con Google Maps… E così potremmo creare… Saldi 2.0! Il primo sito che vi segnala in tempo reale le boutique di abbigliamento che fanno i prezzi più bassi! Sarete sempre le prime a tuffarvi nel cestone dei vestiti se consulterete Saldi 2.0! Utile no… ora devo solo imparare a programmare ed il gioco è fatto! Chssà, forse la posizione numero 4 può darmi una mano…
Alla posizione numero quattro: AJAX
Carla… Eh… che c’è? Io sarei in pausa, eh… Come in pausa? C’è l’AJAX! No… senti Fabio… ieri ho svuotato tutti i cestini della redazione e oggi ho spolverato tutte le scrivanie… lavare per terra con l’ajax no…
AJAX è un linguaggio di programmazione che nasce dall’unione tra JAVAScript e XML. E’ il sistema più usato per creare le applicazioni del web 2.0; c’è anche chi pensa che tra pochi anni tutti software saranno sviluppati con questo linguaggio e verranno tutti eseguiti da remoto… Anche se per questo servirebbe una banda bella larga… press’a poco così… anzi… così!
Alla posizione numero tre: RSS
Il problema dei siti web 2.0 è che sono tanti… troppi! Ed il tempo per sfogliarli non basta mai! Invece di scorrere pagine e pagine, cercate il pulsantino RSS, e risparmierete un mucchio di tempo!
Letto… Letto… Letto… Qui ci vuole un giorno di ferie… Duemilacinquecentosettantasette! No! Non sono i miei anni! Sono gli articoli ancora “da leggere” nel mio aggregatore!
Alla posizione numero due: TAG
Il web 2.0 è come il cestone dei vestiti durante i saldi: è pieno di roba da scoppiare, e nessuno sa di preciso cosa ci sia dentro! E così si usano i TAG, che sono come delle etichette che si appiccicano ai video, ai testi, alle foto… oppure anche alle persone!
Fabio… facciamo una prova… come si dice… Taggami, dai! E su questo non ci sono dubbi. E chi è più riccia di me? E guarda che splendido colore… e che riflessi… e… Ma che dici ma io non sono mica… Mmm… io lo odio ‘sto web 2.0!
… E al numero uno nella classifica delle 5 parole più famose del web 2.0: Beta
Si sa… in questo mondo moderno tutto è incerto… tutto è provvisorio… oggi ci sei e domani… insomma, tutto è provvisorio come i siti del web 2.0! Se aguzzate lo sguardo, noterete che accanto al loro logo molto spesso che la parola “Beta”
Riusciranno i nostri eroi ad uscire dalla fase di test? E chi lo sa… Non ci resta che sederci sugli argini del grande fiume del web aspettando di veder passare dei cadaverini fatti di bit! Un po’ macabro, eh… ma che ci volete fare… è un mondo spietato!
In realtà… ma non lo dite a nessuno… la vera novità di oggi è il web 3.0! Come? Non ne avete mai sentito parlare? Si tratta di un innovativo e fantascentifico mondo dove… dove finiscono tutti coloro che perdono il lavoro per aver passato ore ed ore a farsi gli affari degli altri su Facebook e Myspace! Alla prossima!
Author: Lorenzo Bertoni Published: ottobre 15th, 2008
Riflettori accesi sui notebook presentati ieri sera da Apple nella propria sede di Cupertino, nel corso dell’evento denominato “Spotlight turns to notebook”. Protagonisti nuovi modelli di MacBook, MacBook Pro e MacBook Air, con schermi retroilluminati a LED, scocche con tecnologia “Brick“, chipset (ma anche chip grafici rinnovati) di NVidia, touchpad multitouch in vetro ultraliscio e connessioni digitali DisplayPort. Grande assente la tecnologia Blu-ray.
“Apple cresce più del mercato” esordisce Steve Jobs mostrando dati di vendita da record. “Questo perché” prosegue Jobs perentorio “i computer Apple sono superiori”.
Si apre così l’evento di lancio dei nuovi Apple MacBook, che ha riservato parecchie sorprese agli appassionati, ma anche una piccola delusione. La tecnologia Blu-ray, che più voci davano come certa alla vigilio dell’evento, è stata infatti la grande assente.
Vediamo quali sono invece le novità comuni alle tre famiglie di prodotto.
Innanzitutto un nuovo processo produttivo per la scocca, chiamato Unibody (in codice era definito “Brick“). Se ne era parlato abbondantemente nei giorni scorsi e Apple ha confermato. Tutti i nuovi MacBook avranno una scocca costruita a partire da un solo blocco di alluminio, invece che da più strati sovrapposti dello stesso. In questo modo saranno più robusti. Aspetto non da poco, soprattutto per i sottilissimi MacBook Air.
Intel lascia il posto ad Nvidia per la parte chipset. Anche questa era un’anticipazione della vigilia. E ha trovato conferma. GeForce9400M prende dunque il posto della grafica integrata Intel. Si tratta di chipset e chip grafico su un unico package. GeForce9400M è fino a 6 volte più veloce della grafica integrata Intel e di oltre il 50% più veloce rispetto a un chip GeForce8600M, utilizzati sulla generazione precedente di MacBook.
Sul fronte schermi arriva la tecnologia di retroilluminazione a LED, che offre superiore brillantezza e massima luminosità fin dall’avvio, ma soprattutto consumi più contenuti, dunque maggiore autonomia.
Il touchpad diventa completamente “touch”. Niente più pulsante. La superficie stessa del touchpad è IL pulsante, gestito interamente via software. Gli ingegneri Apple hanno infatti riprodotto la sensibilità e il feedback audio di un tradizionale click, integrandolo con l’esclusiva tecnologia Multi-Touch, che permette di scorrere le foto e ruotare le immagini usando solo le dita. Ora peraltro ulteriormente migliorata con la funzione di sfioramento a 4 dita.
Eliminando il pulsante la superficie touch è aumentata del 39%. Inoltre il nuovo touchpad è realizzato in vetro antiusura. Elegante e al tempo stesso confortevole.
Sul fronte delle uscite video digitali Apple sceglie di adottare DisplayPort in luogo di HDMI. Tutti i nuovi MacBook dispongono quindi di connettore MiniDisplay Port per il collegamento a monitor esterni, come il nuovo display Apple LED Cinema Display da 24″, che è appena stato presentato e che permette di usare MacBook come se fosse un computer desktop.
Infine per la connettività è stato implementato il wifi 802.11n che offre prestazioni wireless fino a 5 volte superiori e il doppio della portata rispetto alle tecnologie wireless precedenti.
Apple ha progettato i nuovi MacBook con un occhio di riguardo per l’ambiente, per via dell’alta riciclabilità e dei consumi ridotti. I materiali impiegati per la costruzione non contengono arsenico (usato nel vetro dei comuni schermi LCD), né mercurio (impiegato solitamente per la retroilluminazione) o PVC. Per queste ragioni i MacBook hanno ottenuto la certificazione EPEAT GOLD. Si tratta del gradino più alto nella scala dell’EPEAT che misura l’impatto ambientale di un prodotto in base al grado di riciclabilità, al consumo energetico e alle modalità di progettazione e fabbricazione.
In totale dall’evento Apple sono stati annunciati 7 prodotti: 2 nuovi modelli di MacBook Pro, 2 modelli di MacBook Air e 2 di MacBook, più il già citato LED Cinema Display.
Iniziamo dai MacBook Pro, ora più sottili grazie alla monosocca in alluminio. Meno di 2 centimetri e mezzo di spessore. La superficie microsatinata è ancora più elegante ed esclusiva. In più c’è un sistema di chiusura magnetico. Il peso è di circa 2 chilogrammi e mezzo.
Prestazioni superiori con le nuove CPU Intel Core 2 Duo abbinate a memoria di tipo DDR3. E grazie al nuovo chipset Nvidia GeForce9400M migliorano le performance anche con applicazioni che fanno un uso intenso della grafica, come Aperture, Final Cut Pro e Motion. Oltre alla grafica integrata su ogni MacBook Pro c’è poi un chip grafico dedicato – sempre di Nvidia – modello GeForce9600M GT, che può essere attivato o disattivato a seconda delle necessità. Usando la grafica dedicata le prestazioni aumentano di circa una volta e mezza, per ambiti quali il multimedia e i giochi, ma scende naturalmente l’autonomia. Che resta comunque ottima grazie ai nuovi display a LED e alle CPU dualcore a basso consumo di Intel. Fino a 5 ore di fila usando la grafica integrata. Poco meno di 4 ore usando quella dedicata.
Comfort pure nella digitazione. I tasti sono sagomati per adattarsi meglio alle dita. E la tastiera è retroilluminata, dunque può essere usata agevolmente anche in condizioni di scarsa illuminazione. Inoltre un sensore di luce regola automaticamente la luminosità di schermo e tastiera a seconda dell’ambiente in cui ci si trova.
Dicevamo 2 modelli per MacBook Pro, tutti dotati di SuperDrive. Il primo da 1799 euro con display da 15.4″ (risoluzione di 1440×900), CPU dual core da 2.4GHz con 3MB di cache, 2GB di RAM DDR3, disco rigido SATA da 250GB e chip grafico dedicato NVidia GeForce9600M GT con 256MB di memoria GDDR3. Il secondo da 2249 euro con display sempre da 15.4″, CPU dual core da 2.53 GHz con 6MB di cache, 4GB di RAM DDR3, disco fisso SATA da 320GB e chip grafico dedicato NVidia GeForce9600M GT con 512MB di memoria GDDR3. Come opzioni sono previste una CPU da 2.8GHz e un’unità SSD (Solid State Disk) da 128GB.
Passiamo ora a MacBook Air che resta il notebook più sottile (lo spessore va da 0,4 a 1,94 cm) ma ora ha un disco rigido più capiente e prestazioni grafiche tre volte superiori. Anche qui troviamo un nuovo schermo wide con tecnologia a LED e diagonale di 13.3″ (con risoluzione di 1280×800), tastiera retroilluminata e grafica integrata Nvidia GeForce9400M. Diversamente dai MacBook Pro non è però presente un chip grafico dedicato. L’autonomia è di 4 ore e mezza. Il peso di 1,36 chilogrammi.
Due i modelli di MacBook Air. Il primo da 1699 euro con CPU da 1.6GHz, 2GB di RAM DDR3 e disco rigido SATA da 120GB. Il secondo invece da 2299 euro, con CPU da 1.8GHz, sempre 2GB di RAM DDR3 e unità SSD da 128GB.
Infine MacBook, anche lui profondamente rinnovato. Stesse caratteristiche dei modelli Pro (ma senza grafica dedicata), in un formato più ridotto. Troviamo quindi schermo wide a LED da 13,3″ (con risoluzione di 1280×800) e grafica integrata Nvidia GeForce9400M. Due i modelli anche per MacBook: il primo da 1199 euro con CPU dual core da 2GHz, 2GB di RAM DDR3 e disco rigido da 160GB. Il secondo da 1499 euro con CPU dual core da 2.4GHz, sempre 2GB di RAM DDR3, disco rigido da 250GB e tastiera retroilluminata (come su MacBook Pro e Air. Assente invece sul modello MacBook “entry level” con CPU da 2 GHz). In opzione fino a 4GB di RAM, disco rigido da 320GB o unità SSD da 128GB.
Tutti i nuovi MacBook (“base”, Pro e Air) vengono forniti con sistema operativo Mac OS X v10.5 Leopard e con la suite iLife’08 (che include iTunes, iPhoto, iMovie, iDVD, iWeb e GarageBand).
In chiusura una parentesi su Apple LED Cinema Display, che viene proposto in affiancamento ai MacBook per l’uso in ufficio. Uno schermo dal profilo ultrasottile e dalla diagonale di 24″. Ha retroilluminazione a LED, contrasto di 1000:1, connessione digitale MiniDisplay Port, webcam iSight, microfono e altoparlanti integrati. Inoltre dispone di uno speciale connettore MagSafe (ossia magnetico, per evitare che MacBook prenda il volo se qualcuno ci inciampa…) che è in grado di ricaricare anche il notebook. In questo modo non sarà necessario estrarre e collegare l’alimentatore di MacBook ogni qual volta si vorrà utilizzare LED Cinema Display.
Il prezzo di LED Cinema Display 24″, come da tradizione Apple, non è propriamente popolare… Siamo a quota 849 euro.
Author: Lorenzo Bertoni Published: ottobre 13th, 2008
Il grado di utilità delle webcam è fuori discussione: si tratta del mezzo che, per la prima volta, ha permesso agli utenti di tutto il mondo di parlare tra loro vedendosi in tempo reale, a costi estremamente bassi (ovvero, quelli della connessione ad Internet). Eppure, le potenzialità di questo preziosissimo dispositivo non sono sempre sfruttate al massimo. Sapevate, ad esempio, che è possibile utilizzarle per diventare i protagonisti di alcuni divertentissimi giochi gratuiti?
Proprio così: basta recarsi in questa pagina web, inserire i dati nel modulo (non necessariamente corrispondenti al vero), cliccare sul link per il download ed utilizzare i dati di accesso suggeriti dalla pagina stessa per scaricare l’archivio contenente il programma (che è no-install). In questo semplicissimo modo, si spalancherà dinanzi a voi il magico mondo di Webcam mania, pronto a farvi divertire per ore ed ore, sia da soli che in compagnia di un amico/a (ma, in quest’ultimo caso, occorre che entrambi siate abbastanza magri!).
Ad ogni avvio di questa suite di giochi, dovrete togliervi dalla prospettiva della webcam e lasciar lavorare per qualche secondo il software, in modo da fargli riconoscere l’ambiente circostante (e di conseguenza capire quando una persona è in movimento). Dopodiché, il divertimento può iniziare alla grande, con a disposizione passatempi come:
Wipe Off: nel quale ripulire lo schermo, proprio come fosse uno specchio appannato.
Bubbles: nel quale far scoppiare le bolle blu che ricoprono lo schermo, evitando quelle rosse.
Mirror: nel quale far scoppiare le bolle blu, evitando quelle rosse, con la difficoltà aumentata dai vari cambi di prospettiva (capovolgimento orizzontale, capovolgimento verticale, ecc.).
Snowball: nel quale respingere le palle di neve che arrivano da ogni direzione.
Monsoon: nel quale far scoppiare le bolle blu, evitando quelle rosse,con la difficoltà aumentata dal fatto che queste ultime arrivano da tutte le direzioni.
Fireworks: nel quale divertirsi a far scoppiare i fuochi d’artificio.
River Run: nel quale guidare un motoscafo, ed aiutarlo a raccogliere le sfere blu (evitando quelle rosse).
Pong: il classico pong, giocabile da due persone contemporaneamente.
A questo punto, non ci rimane che augurarvi un buon divertimento!